Il brevetto
Nella pratica aziendale è frequente l'incontro con l'istituto del brevetto. Ciò è vero soprattutto in realtà aziendali di grosse dimensioni ove il prodotto finale è il risultato di molteplici soluzioni tecnologiche innovative e con caratteristiche di unicità tali da differenziarlo nel suo specifico settore.
Ma il brevetto riveste ancor più un valore strategico anche in quelle realtà aziendali di minori dimensioni che fanno dell'innovazione tecnologica il vero tratto distintivo della propria presenza nel mercato.
Le conoscenze relative al brevetto, così come quelle che disciplinano le altre proprietà industriali, diventano quindi indispensabili per muoversi con sicurezza nel mercato nazionale ed internazionale, tutelando l'attività di ricerca, eseguita per differenziare i propri prodotti, e potendo sfruttare, in tal modo, tutte le potenzialità economiche e d'immagine che l'innovazione intrinsecamente possiede.
E' importante, quindi, che le aziende dedichino estrema attenzione alla tutela degli sforzi fatti per acquisire quelle innovazioni che hanno creato e creano il loro attuale successo, e nello stesso tempo appare corretto suggerire di acquisire le conoscenze relative alle proprietà industriali ed in particolar modo al brevetto. L'innovazione tecnologica può essere, infatti, un evento casuale o di poca frequenza all'interno di realtà votate alla produzione pura e semplice per lo più su disegni, modelli o brevetti di terzi, ma può costituire anche una valida alternativa all'attività tradizionale.
Ma qual è l'oggetto di un brevetto? La normativa italiana ci viene in aiuto e segnatamente il D. Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 dedica la sezione IV alle invenzioni ed all'art. 45 definisce quale oggetto del brevetto "le invenzioni nuove che implicano un'attività inventiva e sono atte ad avere un'applicazione industriale".
La fase di istruzione della procedura di brevettazione abbisogna di una capacità professionale adeguata a comprendere le esigenze dell'inventore che non sempre può essere interessato alla protezione più "alta" e, quindi, comprensiva di una dettagliata indagine dell'esistenza di caratteristiche indispensabili quali la novità e l'inventiva. Ci sono diversi percorsi che l'inventore italiano (e con ciò si intende anche l'azienda che per legge può sfruttare economicamente l'attività eseguita dai propri dipendenti) può scegliere di attivare per la procedura di brevettazione.
In Italia ciò può essere fatto attraverso le C.C.I.A.A. o utilizzando l'U.I.B.M. (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) qualora si fosse scelto di ottenere un brevetto italiano, o anche presso l'U.E.B. (Ufficio Europeo Brevetti) nel caso si fosse vagliato il brevetto europeo.
Gli effetti della brevettazione sono assai rilevanti. Infatti, a fronte del fatto che l'invenzione brevettata viene posta a conoscenza della collettività, l'ordinamento pone una tutela a favore del brevettante che può, in tal modo, sfruttare le potenzialità economiche dell'invenzione in esclusiva per un determinato periodo di tempo che può raggiungere i vent'anni, con indubbio vantaggio verso le aziende concorrenti.
